Il bruxismo è l’abitudine di stringere, serrare o digrignare i denti. Questa attività è presente soprattutto durante il sonno, anche inconsapevolmente, e soprattutto nei periodi di maggiore stress o tensione. In alcuni casi può essere presente anche durante il giorno rendendo il suo trattamento più difficile. È un’attività “parafunzionale” proprio perché non rientra nella “funzione” propria della bocca, come altre abitudini che fanno parte della vita di tutti i giorni: masticare gomme americane, mangiarsi le unghie, morsicarsi le labbra, morsicare penne o matite.
La maggior parte delle persone non è neanche consapevole di queste abitudini, eppure possono causare danni notevoli a varie strutture dell’organismo: i denti, i muscoli della masticazione e all’articolazione temporomandibolare.

Digrignare i denti, cioè farli strisciare o sfregare gli uni contro gli altri, comporta una notevole usura dei denti con perdita della dimensione verticale e porta ad un aspetto deteriorato del sorriso. Il bruxismo crea soprattutto un notevole affaticamento della muscolatura masticatoria, non concedendole tempo per rilassarsi, soprattutto durante la notte quando dovrebbero riposare, tanto da diventare dolenti. Questo affaticamento si può estendere anche ai muscoli del collo e delle spalle, dando origine a forme di mal di testa soprattutto al risveglio.

Le forze che si sviluppano negli episodi di bruxismo si scaricano anche sulle articolazioni temporomandibolari. Queste possono infiammarsi e diventare dolenti, andando incontro a dislocazioni del disco articolare con conseguenti disfunzioni come schiocchi articolari (clic) nei movimenti di apertura e chiusura della bocca, portando deviazioni o limitazione dell’apertura. Oltre a fattori di tipo nervoso come stress e ansie, si deve considerare che alcuni farmaci possono dare effetti collaterali che coinvolgono l’attività muscolare provocando bruxismo. Tra questi ci sono alcuni neurolettici e antidepressivi. Indipendentemente dalla causa del bruxismo ci sono dei sistemi che permettono di controllarlo e di evitare, o perlomeno ridurre, i danni che può causare alle varie strutture della bocca.